Là dove corrono le nubi
Ricordo con molto piacere la gita del 2 giugno. L’intento era scoprire dove fosse quello che da queste parti chiamano bosco delle fate, e così, tra faggi, praterie e pinete, siamo giunti al Colle Ortiga, e lì, irrimediabilmente attratti da una vicina cima, siamo andati avanti, o meglio su. Rocca Radevil. Carina assai, senza croce, libera. Non riesco a comprendere cosa spinge la gente a portare simboli religiosi in cima alle montagne. In qualsiasi cosa tu creda, non dovresti necessitare di trovare il tuo simbolo arrivando ad una meta. Non ha significato alcuno. Questo mi ricorda il dibattito in un’assemblea del mio liceo, quando si parlò di laicità dello Stato. Il diverbio era stato ardente. Sì, perchè essendo liberi di pensarla come vogliamo, guai a chi tocca il crocifisso… Forse c’è un problema di incoerenza.


Alcuni dicono che anni fa, sul colle, fossero atterrati degli extra terrestri, tanto che erano visibili alcune tracce molto particolari, circolari, che avevano lasciato la terra completamente bruciata. Strane voci. Chissà. Io non vi credo, in tutta sincerità.
